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Spese dei figli detraibili nel 730: mensa, sport, nido e visite mediche

11 maggio 20276 min di letturaspese-figli-detraibili-730.md

Oltre all'Assegno Unico, molte spese per i figli si scaricano nel 730 al 19%: mensa e scuola, sport, trasporti, visite mediche e retta del nido (che però è alternativa al bonus).

Oltre all’Assegno Unico che arriva ogni mese, molte spese che sostieni per i figli si scaricano nel 730: mensa, iscrizioni, sport, abbonamento dell’autobus, visite mediche, perfino la retta del nido. Non sono cifre enormi, ma sommate fanno la differenza — e quasi tutte valgono il 19%. Ecco cosa puoi portare in detrazione, con quali paletti, e l’errore che manda tutto in fumo.

Attenzione: “a carico” non basta più (sotto i 21 c’è l’AUU)

Prima chiariamo un equivoco che confonde molti genitori. Un conto è la detrazione per figli a carico — quella base, “per la persona” del figlio; un altro sono le spese che sostieni per lui. Sono due cose diverse. La prima, per i figli sotto i 21 anni, non esiste più: l’ha assorbita l’Assegno Unico dell’INPS, che arriva come bonifico e non passa dalla dichiarazione. Le spese, invece, restano detraibili anche per i piccoli, purché il figlio sia fiscalmente a tuo carico. Tradotto: l’assegno mensile e lo sconto sulle spese non si escludono. Questo articolo parla delle spese.

Le spese di istruzione e scolastiche

È la voce più corposa. Detrai il 19% di quello che spendi per la scuola dei figli — dall’infanzia alle superiori — entro un tetto per studente (indicativamente 1.000 € a figlio, da verificare). Ci finiscono dentro iscrizione, contributi volontari all’istituto, gite, assicurazione scolastica. Per l’università la regola cambia: nelle statali si detrae tutto senza tetto, nelle private c’è un massimale fissato ogni anno per area disciplinare e regione.

Mensa, sport e trasporto

Le tre voci che si dimenticano più spesso.

Le spese mediche dei figli

Visite, farmaci, occhiali, dentista, ticket, apparecchi: le spese sanitarie dei figli si sommano alle tue e si detraggono al 19%, ma solo per la parte che supera una franchigia (indicativamente 129,11 € l’anno, cifra da verificare). Sotto quella soglia non spetta nulla; sopra, conta la differenza. Per questo conviene tenere insieme tutti gli scontrini della famiglia: la franchigia si applica una volta sola, sul totale.

Retta del nido (occhio: alternativa al bonus)

Qui c’è il tranello. La retta dell’asilo nido si può detrarre nel 730 al 19% (indicativamente fino a 632 € per figlio), ma è alternativa al Bonus Asilo Nido dell’INPS: non puoi incassare il bonus e detrarre anche la stessa mensilità. Le mensilità già rimborsate escono dal 730; porti in detrazione solo la quota di retta rimasta davvero a tuo carico. Prima di scegliere, fai due conti: per molte famiglie il bonus (legato all’ISEE) rende più della detrazione, ma non è una regola fissa.

Il caso di Sara. Sara iscrive Leo al nido, retta 400 € al mese. Prende il Bonus Nido, che le rimborsa 272 € mensili. Le resta a carico 128 € al mese: quella quota, e solo quella, la mette nel 730. Se avesse inserito l’intera retta avrebbe scaricato due volte la stessa spesa — e al primo controllo sarebbe arrivata la richiesta di restituzione.

L’errore che ti costa caro. Tre modi per buttare via la detrazione. Uno: pagare in contanti. Mensa, sport, nido e trasporti vanno saldati con carta, bancomat o bonifico, altrimenti il Fisco non li riconosce (fanno eccezione farmaci e ticket del servizio pubblico). Due: perdere le ricevute — senza documento la spesa non esiste. Tre: scegliere alla cieca tra bonus nido e detrazione: sono alternativi, e sbagliare significa lasciare soldi sul tavolo o doverli restituire.

La lista da spuntare + conservare le ricevute

Prima di firmare, controlla di avere per ogni voce la ricevuta e la prova del pagamento tracciabile:

Molte di queste voci ormai compaiono già nel 730 precompilato: aprilo, verifica che ci siano tutte e aggiungi le mancanti. Conserva i documenti fino alla fine dei termini di controllo. Se hai dubbi su quale casella usare o su come dividere la spesa tra i due genitori, un CAF o un commercialista ti sistema la pratica in mezz’ora.

Dati indicativi 2026 — verifica tetti, aliquote e regole sul sito dell’Agenzia delle Entrate prima di procedere.

Revisione: Dott. Marco Bianchi, commercialista — Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano n. 34567 · revisore dimostrativo

Fonti

MammaExpress · documento per revisione interna · 11 maggio 2027