Il mal d'orecchio nei bambini è quasi sempre un'otite dopo il raffreddore: spesso guarisce da sola. Come gestire il dolore e quando serve il pediatra.
Il mal d’orecchio è uno dei dolori più comuni dei primi anni, e nella grande maggioranza dei casi è un’otite media acuta: un’infiammazione dell’orecchio che compare spesso dopo un raffreddore, tipica di autunno e inverno. La buona notizia è che molte otiti guariscono da sole in pochi giorni e che l’antibiotico non serve sempre. Quello che conta di più, all’inizio, è gestire il dolore e osservare come va, con il pediatra a guidarti.
Nei bambini più grandi il segnale è chiaro: dicono che l’orecchio fa male. Nei più piccoli, che non sanno spiegarsi, ci si arriva dagli indizi:
Questi indizi orientano, ma la diagnosi la fa il pediatra guardando il timpano con l’otoscopio. Il meccanismo è semplice: il muco del raffreddore infiamma e blocca la tuba di Eustachio, il piccolo canale che collega orecchio e naso. Il liquido ristagna dietro il timpano e può infettarsi.
Nelle prime ore l’obiettivo è far stare comodo il bambino.
Se dall’orecchio esce liquido o pus, non tamponare in profondità e non lavare il condotto: pulisci solo la parte esterna e senti il pediatra. La fuoriuscita va sempre valutata.
Non sempre, ed è un bene. In Italia si usano troppi antibiotici, e questo favorisce le resistenze batteriche. Per questo, nei bambini sopra i 2 anni con forme lievi, le linee guida della Società Italiana di Pediatria prevedono spesso una «vigile attesa»: si gestisce il dolore e si aspettano 48-72 ore senza antibiotico, controllando se il quadro migliora da solo, come accade nella maggior parte dei casi.
È una scelta del pediatra, non un’iniziativa dei genitori. L’antibiotico serve, e va dato solo quando lo prescrive il medico, in situazioni come:
In ogni caso, una regola vale sempre: niente antibiotico avanzato in casa usato di testa propria.
Contatta il pediatra — o rivolgiti alla guardia medica o al pronto soccorso se la situazione è seria — quando:
Questi segnali non significano per forza qualcosa di grave, ma meritano una valutazione senza rimandare.
Non tutte le otiti si possono evitare, ma qualcosa aiuta a ridurne la frequenza:
Il mal d’orecchio nei bambini è quasi sempre un’otite che segue un raffreddore, e spesso guarisce da sola. All’inizio conta gestire il dolore con quanto indica il pediatra, tenere il naso libero e osservare l’evoluzione: nei bambini più grandi si possono aspettare 48-72 ore prima dell’antibiotico, che decide sempre il medico. Chiama il pediatra se il bambino ha meno di 6 mesi, se la febbre non passa, se esce del pus o se il dolore non si calma.