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Esantemi nei bambini: riconoscere le macchie e il rientro a scuola

9 marzo 20277 min di letturaesantemi-riconoscere-rientro-scuola.md

La maggior parte delle macchie è benigna. Come riconoscere mani-piedi-bocca, quinta e sesta malattia, scarlattina e varicella, e quando si torna a scuola.

Un’eruzione di macchie o vescicole sulla pelle di un bambino mette in agitazione qualunque genitore. La notizia rassicurante è che la maggior parte delle malattie esantematiche dell’infanzia è benigna e si risolve da sola in pochi giorni. Riconoscerne i segni non serve a fare diagnosi da soli — quella spetta al pediatra, che vede le macchie e le inquadra — ma aiuta a capire due cose molto pratiche: quanto il bambino è contagioso e quando può tornare al nido o a scuola. Ecco gli indizi tipici delle forme più comuni, con una regola sempre valida: le macchie vanno mostrate al pediatra.

Mani-piedi-bocca

Come si presenta. Piccole vescicole sul palmo delle mani, sulla pianta dei piedi e dentro la bocca, dove diventano afte fastidiose; a volte compaiono anche nella zona del pannolino. La febbre è lieve o assente. È causata da virus intestinali (enterovirus) e in genere si esaurisce in circa una settimana.

Contagiosità. Si trasmette con saliva, contatto e feci. Il virus può essere eliminato con le feci anche per settimane dopo la guarigione, quindi un isolamento prolungato non ha senso.

Rientro. Meglio restare a casa nei primi giorni, quando il bambino è più contagioso e sta poco bene. Si torna in comunità quando sfebbra, si sente bene e le lesioni si stanno seccando. Vale più che mai il lavaggio frequente delle mani, in casa e a scuola.

Quinta malattia (eritema infettivo)

Come si presenta. Il segno classico è il rossore acceso sulle guance, come se fossero state «schiaffeggiate», seguito da un’eruzione rosata a rete o a merletto su braccia, gambe e tronco, che va e viene per giorni. È causata dal parvovirus B19 e i sintomi generali sono di solito lievi.

Contagiosità. Qui c’è un dettaglio che sorprende molti genitori: il bambino è contagioso prima che spuntino le macchie, nella fase simile a un raffreddore. Quando compare l’eruzione, di norma non è più contagioso.

Rientro. Proprio perché quando si vedono le macchie la fase infettiva è ormai passata, il bambino può frequentare la comunità, se sta bene. La cura, quando serve, è solo di supporto (antipiretici).

Sesta malattia (roseola)

Come si presenta. Segue una sequenza molto riconoscibile: alcuni giorni di febbre alta in un bimbo piccolo (di solito tra 6 mesi e 2 anni), spesso senza altri sintomi evidenti; poi, proprio quando la febbre scompare, compaiono macchioline rosa su collo e tronco. È causata da un herpesvirus (HHV-6).

Contagiosità. È massima durante la fase di febbre; con la comparsa dell’esantema il rischio cala nettamente.

Rientro. In genere si torna in comunità quando il bambino è sfebbrato e in buone condizioni generali. L’eruzione, benché evidente, non rappresenta più la fase contagiosa.

Scarlattina

Come si presenta. Eruzione rossa fatta di puntini fitti che al tatto ricordano la carta vetrata, guance accese con un alone pallido intorno alla bocca, lingua «a fragola» e spesso mal di gola con febbre. A differenza delle altre, non è virale ma batterica (streptococco).

Contagiosità e terapia. È l’unica di questo gruppo che richiede una terapia specifica prescritta dal medico: l’antibiotico. Va completato per intero anche se il bambino migliora subito, perché previene le complicanze. Con l’antibiotico il bambino smette di essere contagioso in fretta.

Rientro. In genere si torna a scuola dopo almeno 48 ore dall’inizio dell’antibiotico, a patto che sia sfebbrato e in buone condizioni. Chiedi sempre conferma al pediatra.

Varicella

Come si presenta. Vescicole pruriginose che compaiono a ondate su tronco, viso e cuoio capelluto e poi si estendono: sulla pelle convivono macchioline, bollicine e crosticine (l’aspetto «a cielo stellato»). È molto contagiosa.

Contagiosità. Comincia 1-2 giorni prima dell’eruzione e dura fino a quando tutte le vescicole sono diventate croste.

Rientro. Il momento giusto non è la caduta delle croste, ma quando tutte le vescicole si sono trasformate in croste — in genere intorno a 5-6 giorni dalla comparsa delle prime — anche se qualche crosticina è ancora visibile.

Quando chiamare il pediatra

Un segnale merita attenzione immediata e va distinto da tutte le eruzioni descritte sopra: le petecchie, cioè macchioline rosse o violacee che non scompaiono se premi un bicchiere trasparente sulla pelle (le macchie benigne, invece, sbiancano alla pressione). In un bambino con febbre, abbattuto o sofferente, le petecchie possono essere il segno di un’infezione seria e sono un’emergenza: chiama subito il 112.

Contatta il pediatra senza aspettare anche quando noti: febbre alta che non cede o che dura oltre i giorni attesi; un bambino molto abbattuto, difficile da svegliare o insolitamente irritabile; difficoltà a respirare; oppure segni di disidratazione (poche pipì, bocca secca, pianto senza lacrime). Nel dubbio, una telefonata in più è sempre la scelta giusta.

In breve

Le macchie sulla pelle spaventano, ma quasi sempre raccontano una malattia benigna e passeggera. Riconoscere gli indizi serve a gestire contagio e rientro in comunità, non a fare diagnosi: quella la fa il pediatra guardando il bambino. Tieni a mente le due eccezioni utili — la scarlattina, che è batterica e richiede l’antibiotico, e la varicella, che «libera» solo quando tutte le vescicole sono diventate croste — e il segnale che non aspetta: le petecchie che non sbiancano premendo.

Revisione: Dott.ssa Elena Marchi, pediatra — Ordine dei Medici di Milano n. 45678 · revisore dimostrativo

Fonti

MammaExpress · documento per revisione interna · 9 marzo 2027