P6 · Famiglia & burocrazia — MammaExpress

Detrazioni per figli a carico 2026: chi le mantiene e chi le ha perse

2 febbraio 20276 min di letturadetrazioni-figli-a-carico-2026.md

Sotto i 21 anni la detrazione IRPEF non c'è più: c'è l'Assegno Unico. Dai 21 anni resta se il figlio è a carico (reddito entro ~2.840-4.000 €) e sotto i 30 anni. Redditi alti: c'è un tetto.

Tradotto in chiaro: se hai un figlio sotto i 21 anni, la detrazione IRPEF non ce l’hai più — al suo posto c’è l’Assegno Unico dell’INPS. Se il figlio ha 21 anni o più ed è ancora a tuo carico, la detrazione resta, entro limiti precisi. E se il tuo reddito è alto, dal 2025 c’è un tetto che può ridurre le tue detrazioni. Chi la perde, chi la tiene, chi la vede tagliata: vediamo in quale casella rientri.

Sotto i 21 anni: ora c’è l’Assegno Unico

Partiamo dalla notizia che spiazza più genitori. Dal 2022 le detrazioni IRPEF per i figli under 21 non esistono più: le ha assorbite l’Assegno Unico e Universale, l’assegno mensile che l’INPS versa per ogni figlio a carico, dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni.

In pratica: per un figlio di 6 mesi o di 15 anni non c’è nulla da mettere in dichiarazione. Il sostegno non passa più dal 730 come sconto sulle tasse: arriva come bonifico mensile, da richiedere all’INPS. La vecchia detrazione per il figlio piccolo non esiste più — c’è l’assegno, che è un altro canale.

Da 21 anni in su: la detrazione resta (entro limiti)

Dal compimento dei 21 anni cambia tutto: la detrazione IRPEF per il figlio a carico torna a valere e la porti in dichiarazione. Ma “a carico” non è un modo di dire: è una condizione con una soglia di reddito precisa.

Il figlio è fiscalmente a tuo carico se, in un anno, ha un reddito complessivo entro circa 2.840 euro. Per i figli più giovani, fino a 24 anni, la soglia è più generosa: circa 4.000 euro. Un euro sopra quel tetto e il figlio esce dallo stato di figlio a carico: niente detrazione, per l’intero anno.

C’è anche un limite massimo d’età: la detrazione si ferma al compimento dei 30 anni. Fa eccezione il figlio con disabilità, per cui non c’è limite di età. Tra i 21 e i 29 anni, quindi, spetta solo se il reddito del figlio resta sotto la soglia.

Gli importi esatti della detrazione (una cifra base che si riduce al crescere del tuo reddito) e le soglie vengono aggiornati per legge. Qui trovi il meccanismo, non la tabella da imparare a memoria: per la cifra del tuo caso parti sempre dal sito dell’Agenzia delle Entrate o dal tuo CAF.

Il tetto per i redditi alti

Se il tuo reddito è elevato, entra in gioco una regola delle ultime leggi di bilancio: un tetto complessivo alle detrazioni. Scatta sopra i 75.000 euro e non riguarda solo i figli, ma l’insieme degli sconti fiscali che porti in detrazione.

La parte che interessa a chi ha figli è una: il tetto è più alto se hai figli a carico. Più figli hai, più detrazioni puoi sfruttare; con tre o più figli (o un figlio con disabilità) si arriva al massimo. È così che la norma protegge le famiglie numerose dal taglio sui redditi alti.

Il calcolo non lo fai a mano: lo applica il 730 o il modello Redditi. A te basta sapere che, oltre quella soglia, le detrazioni non sono più illimitate — e che i figli a carico alzano il tuo tetto.

Il caso di Franca e Davide

Franca ha un figlio, Davide, 22 anni, iscritto all’università. Fino ai 21 anni riceveva l’Assegno Unico; da quando Davide li ha compiuti, in dichiarazione è ricomparsa la detrazione per figlio a carico.

L’estate scorsa Davide ha lavorato come cameriere e ha messo da parte 4.500 euro. Bella notizia per lui. Ma quella cifra supera la soglia di circa 4.000 euro prevista fino a 24 anni: per quell’anno Davide non è più a carico. Risultato: Franca perde l’intera detrazione, non solo una parte.

Se l’avesse saputo prima, avrebbe potuto ragionare con il figlio su tempi e importo del lavoretto, restando sotto la soglia. Nessuno gliel’ha detto, e il conto è arrivato con la dichiarazione.

L’errore che ti costa caro

L’errore più comune è dimenticare il limite di reddito del figlio. Un figlio 21-29enne che lavoricchia, fa stage retribuiti o piccoli lavori può superare la soglia di circa 2.840 euro (o 4.000 se ha fino a 24 anni) senza che nessuno se ne accorga — finché non salta la detrazione. Il secondo errore è non aggiornare la situazione: il figlio che compie 30 anni, trova un impiego stabile o va a vivere per conto suo cambia il tuo diritto, e la posizione va corretta in dichiarazione.

La contromossa è una verifica a fine anno: controlla quanto ha guadagnato il figlio prima di indicarlo a carico. Segnarlo a carico oltre la soglia significa esporsi a un recupero delle somme dal Fisco.

In breve

Dal 2022 le detrazioni IRPEF per i figli under 21 non ci sono più: al loro posto c’è l’Assegno Unico dell’INPS, che non passa dal 730. La detrazione riparte dai 21 anni e vale finché il figlio resta a carico — reddito entro circa 2.840 euro l’anno (circa 4.000 fino a 24 anni) — e comunque non oltre i 30 anni, salvo disabilità. Per i redditi alti (oltre 75.000 euro) c’è un tetto alle detrazioni, più generoso quanti più figli a carico hai. L’errore che costa di più è ignorare il limite di reddito del figlio: verificalo prima di firmare la dichiarazione.

Dati indicativi 2026 — verifica importi, soglie e limiti sul sito dell’Agenzia delle Entrate prima di procedere.

Revisione: Dott. Marco Bianchi, commercialista — Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano n. 34567 · revisore dimostrativo

Fonti

MammaExpress · documento per revisione interna · 2 febbraio 2027