Riordinare i giochi insieme ai bambini invece che al posto loro: perché conviene, quali domande porre e un metodo in due giorni per non farne un caos.
Dopo compleanni e feste i giochi si accumulano, e prima o poi arriva la domanda: dove li mettiamo tutti? Il riordino dei giochi è più semplice e più utile se fatto insieme ai bambini, non al posto loro. Serve un po’ più di tempo, ma il risultato dura di più e insegna qualcosa.
Ci sono tre buone ragioni per non fare da soli.

Svuota scaffali, armadi e cassetti e raduna tutti i giochi in un unico posto. Vedere l’insieme fa effetto, ai grandi come ai piccoli: rendersi conto della quantità accumulata rende più facile — e meno doloroso — lasciar andare ciò che non serve più.
Affrontare una categoria alla volta — prima le bambole, poi i puzzle, poi i giochi di ruolo e così via — rende molto più semplice individuare i doppioni e prendere decisioni consapevoli.
Fai domande che li aiutino a riflettere sui propri giochi. Alcune utili:
Quando sentono che la loro opinione conta, i bambini collaborano più volentieri.
Un modo collaudato di organizzare il lavoro è dividerlo in due giornate.
Giorno 1 — il grosso. Svuota tutto ciò che contiene giochi e raduna il bottino in un unico spazio. Poi lavora per categorie — puzzle, giochi di ruolo, macchinine, costruzioni — valutando ogni pezzo insieme, con pause frequenti. Man mano, smista in tre gruppi:
Giorno 2 — le categorie speciali. Lego e libri, se in casa sono tanti, meritano una sessione a parte: sono le categorie a cui i bambini tengono di più e per cui vale la pena valutare con calma, pezzo per pezzo, con lo stesso metodo del primo giorno.
Il riordino con i bambini può sembrare una sfida, ma è anche un’occasione per insegnare rispetto, condivisione e organizzazione — e spesso lascia una maggiore consapevolezza al momento di mettere in ordine.