Tosse e raffreddore nei bambini sono quasi sempre causati da virus, si risolvono da soli in una o due settimane e non richiedono farmaci specifici. Quello che serve, nella maggior parte dei casi, è aiutare il bambino a stare più comodo mentre l’infezione fa il suo corso: naso pulito, tanti liquidi, un ambiente non troppo secco. Gli antibiotici non servono contro i virus e diversi sciroppi comuni non sono indicati nei più piccoli.
Perché succede così spesso
I raffreddori sono frequentissimi nei primi anni di vita: da autunno a inverno un bambino può prenderne uno dietro l’altro, soprattutto se frequenta il nido. Non è un segno di difese basse. È il modo normale con cui il sistema immunitario incontra i virus e impara a riconoscerli. La tosse che accompagna il raffreddore è spesso solo la reazione al muco che scende in gola: fastidiosa, ma utile, perché aiuta a tenere pulite le vie respiratorie.
Cosa aiuta davvero
Poche cose semplici contano più di molti prodotti da banco.
- Lavaggi nasali con soluzione fisiologica: sono il rimedio più efficace. Liberano il naso chiuso, fanno respirare meglio e mangiare senza fatica. Si possono ripetere più volte al giorno, in particolare prima delle poppate e della nanna.
- Offrire liquidi spesso: latte, acqua, brodo. Bere aiuta a fluidificare il muco e a non disidratarsi, soprattutto in caso di febbre.
- Umidificare l’ambiente: aria non troppo secca e ben aerata rende la tosse meno insistente. Vanno bene un umidificatore pulito o semplicemente panni umidi sul termosifone.
- Posizione: con la testa leggermente sollevata molti bambini dormono meglio, perché il muco cola meno in gola.
- Pazienza: la tosse può durare anche una o due settimane dopo che il raffreddore è passato. Se il bambino sta bene, non è un problema.
Cosa non serve o va evitato
- Sciroppi per la tosse e mucolitici sotto i 6 anni: non sono raccomandati. Il beneficio è modesto e non privo di rischi. La tosse non va soppressa: serve a ripulire le vie aeree.
- Antibiotici per un virus: non funzionano e possono dare effetti indesiderati. Si usano solo se il pediatra individua una complicazione batterica, come un’otite o una polmonite.
- Miele sotto l’anno di età: da evitare per il rischio di botulismo infantile. Dopo l’anno può dare un po’ di sollievo alla gola irritata.
- Rimedi “fai da te” per il naso diversi dalla fisiologica, senza indicazione del pediatra.
Segnali d’allarme: quando chiamare il pediatra
Contatta il pediatra, o il pronto soccorso se la situazione è marcata, quando compaiono:
- difficoltà a respirare: respiro veloce o affannoso, rientramenti tra le costole o sotto lo sterno, alette del naso che si muovono, labbra o unghie bluastre;
- respiro sibilante o fischiante, soprattutto nel lattante;
- febbre alta che dura oltre 3 giorni, o che ricompare dopo un miglioramento;
- segni di disidratazione: beve poco, poche pipì, bocca asciutta, pianto senza lacrime, scarsa reattività;
- bambino con meno di 3 mesi con febbre o respiro faticoso: va sempre valutato subito;
- dolore all’orecchio, o bambino insolitamente abbattuto e che non si consola.
Questi segnali non significano per forza qualcosa di grave, ma meritano una valutazione senza rimandare.
In breve
Tosse e raffreddore sono per lo più virali e passano da soli. Aiutano lavaggi nasali con fisiologica, liquidi in abbondanza e aria non troppo secca; non servono antibiotici né sciroppi per la tosse nei più piccoli, e niente miele prima dell’anno. Tieni d’occhio respiro, idratazione e durata della febbre: se compaiono i segnali d’allarme, chiama il pediatra.

