Quando un bambino si fa male in casa, i primi minuti contano. Non servono gesti da eroe: servono poche mosse giuste, la calma per non peggiorare le cose e i numeri giusti a portata di mano. Qui trovi gli incidenti domestici più comuni — ustioni, ingestioni, punture, piccole ferite e sangue dal naso — e per ognuno cosa fare a grandi linee e, soprattutto, cosa non fare. I due numeri da tenere sempre in testa: 112 (emergenze) e Centro Antiveleni (ingestioni).

Un’avvertenza sincera: leggere un articolo non ti rende un soccorritore. Le manovre salvavita si imparano con le mani, in un corso di primo soccorso pediatrico certificato. Se hai bambini piccoli, è la cosa più utile che puoi fare.

Ustioni e scottature

Quasi sempre si tratta di piccole scottature da acqua calda, forno o piastra. La prima mossa è una sola: allontana il bambino dalla fonte di calore e raffredda subito con acqua corrente fresca — non ghiacciata — per almeno 15-20 minuti. Togli anelli, braccialetti e i vestiti sulla zona, ma non staccare i tessuti attaccati alla pelle. Poi copri con una garza sterile o un panno pulito.

Conta ancora di più la lista di ciò che non va fatto:

  • niente ghiaccio né acqua ghiacciata: il freddo estremo aggiunge un danno al danno;
  • niente dentifricio, olio, burro, farina, zucchero o «rimedi della nonna»: trattengono il calore, approfondiscono l’ustione e favoriscono le infezioni;
  • non rompere le vesciche e non appoggiare cotone direttamente sulla ferita.

Chiama il 112 o vai in Pronto Soccorso se l’ustione fa vesciche, è estesa o profonda, o interessa viso, mani, piedi, articolazioni o genitali, e ogni volta che è provocata da fiamma, corrente elettrica o sostanze chimiche. Nel dubbio, con un bambino piccolo, fallo vedere.

Ingestione di sostanze o piccoli oggetti (avvelenamento)

Detersivi, farmaci, cosmetici, piante: le ingestioni accidentali sono frequentissime sotto i cinque anni. La parola d’ordine è una: non improvvisare.

Cosa fare: mantieni la calma, se in bocca è rimasto del prodotto rimuovilo con un dito, poi tieni in mano la confezione e chiama subito il Centro Antiveleni, che dà indicazioni precise in base a che cosa, quanto e quando è stato ingerito.

Cosa non fare, mai di tua iniziativa:

  • non provocare il vomito: per molte sostanze (caustici, detergenti, solventi) risalire fa più danni dell’ingestione stessa;
  • non dare latte, acqua o cibo «per diluire» senza che te lo dica il Centro Antiveleni.

Chiama il 112 se il bambino perde coscienza, fatica a respirare, ha convulsioni o è molto assonnato. Massima attenzione alle pile a bottone e alle calamite: se ingerite sono un’emergenza, chiama subito il 112. E se un piccolo oggetto va di traverso e il bambino non respira, non parliamo più di avvelenamento ma di soffocamento: consulta la nostra guida alla disostruzione.

Punture di insetti

Nella maggior parte dei casi una puntura è solo fastidiosa. Se c’è un pungiglione visibile (ape), rimuovilo in fretta con l’unghia o una pinzetta, senza schiacciare la sacca del veleno. Lava con acqua e sapone e applica freddo — un impacco avvolto in un panno, mai ghiaccio a contatto diretto — per calmare gonfiore e prurito.

L’attenzione vera va alla reazione allergica grave (anafilassi). Chiama subito il 112 se, anche a distanza dalla puntura, compaiono:

  • gonfiore di labbra, lingua o gola, oppure voce roca;
  • difficoltà a respirare, tosse insistente o respiro sibilante;
  • orticaria diffusa su tutto il corpo, pallore, capogiro o svenimento.

È un’emergenza anche una puntura in bocca o in gola. Se il bambino ha un’allergia nota e l’adrenalina autoiniettabile prescritta, segui il piano indicato dall’allergologo e chiama comunque il 112.

Piccole ferite e sangue dal naso

Per tagli e sbucciature: lava con acqua corrente, deterge con sapone neutro, disinfetta e copri con un cerotto o una garza. Se sanguina, premi con un panno pulito per qualche minuto. Serve il medico se la ferita è profonda o beante, se il sangue non si ferma, se è sporca o dovuta al morso di un animale, o se potrebbe servire un punto di sutura.

Il sangue dal naso spaventa più di quanto non sia grave. Fai sedere il bambino con la testa leggermente in avanti e stringi la parte morbida del naso tra pollice e indice per circa 10 minuti, senza mollare per controllare. Da evitare:

  • non piegare la testa all’indietro e non farlo sdraiare: il sangue scende in gola e lo fa tossire o vomitare;
  • non infilare cotone o fazzoletti nelle narici e non bagnare con acqua calda.

Se dopo due tentativi da dieci minuti non si ferma, o se è abbondante o molto frequente, senti il pediatra o vai in Pronto Soccorso.

I numeri e il kit da avere in casa

Due numeri, da salvare ora in rubrica e scrivere sulla scatola dei medicinali:

  • 112 — il numero unico di emergenza, per ogni situazione grave;
  • Centro Antiveleni — attivo 24 ore su 24 per le ingestioni. Come riferimento: Centro di Pavia 0382 24444 e Ospedale Bambino Gesù di Roma 06 6859 3726; verifica e salva quello che preferisci.

Tieni in casa un kit di primo soccorso essenziale (trovi come comporlo qui sotto) e controlla ogni tanto le scadenze. E, ancora una volta: la difesa migliore è un corso di primo soccorso pediatrico certificato.

In breve

Ustione: acqua corrente fresca 15-20 minuti, mai ghiaccio, dentifricio o olio. Ingestione: non far vomitare, confezione in mano e Centro Antiveleni. Puntura: togli il pungiglione, applica freddo e occhio ai segni di reazione allergica grave (gonfiore, difficoltà a respirare) → 112. Sangue dal naso: testa in avanti, stringi il naso 10 minuti. Tieni 112 e Centro Antiveleni a portata di mano, un kit in casa e, se puoi, fai un corso.