Il mal d’orecchio è uno dei dolori più comuni dei primi anni, e nella grande maggioranza dei casi è un’otite media acuta: un’infiammazione dell’orecchio che compare spesso dopo un raffreddore, tipica di autunno e inverno. La buona notizia è che molte otiti guariscono da sole in pochi giorni e che l’antibiotico non serve sempre. Quello che conta di più, all’inizio, è gestire il dolore e osservare come va, con il pediatra a guidarti.

Come riconoscere il mal d’orecchio

Nei bambini più grandi il segnale è chiaro: dicono che l’orecchio fa male. Nei più piccoli, che non sanno spiegarsi, ci si arriva dagli indizi:

  • pianto inconsolabile e irritabilità, spesso peggiori quando il bambino è sdraiato;
  • il bambino si tocca o si tira l’orecchio;
  • difficoltà a dormire e a mangiare;
  • febbre, di solito insieme ai sintomi del raffreddore;
  • a volte fuoriuscita di liquido o pus dall’orecchio (in linguaggio medico si chiama otorrea).

Questi indizi orientano, ma la diagnosi la fa il pediatra guardando il timpano con l’otoscopio. Il meccanismo è semplice: il muco del raffreddore infiamma e blocca la tuba di Eustachio, il piccolo canale che collega orecchio e naso. Il liquido ristagna dietro il timpano e può infettarsi.

Cosa fare a casa

Nelle prime ore l’obiettivo è far stare comodo il bambino.

  • Controlla il dolore: gli antidolorifici e antipiretici (come il paracetamolo o l’ibuprofene) sono la base del sollievo. Il prodotto e la dose però li indica il pediatra, in base al peso del bambino: non dare farmaci di tua iniziativa.
  • Tieni il naso libero con lavaggi con soluzione fisiologica: un naso meno chiuso aiuta a respirare e a riposare meglio.
  • Offri liquidi spesso e lascia riposare. Un panno tiepido appoggiato sull’orecchio può dare un po’ di sollievo.
  • Non mettere nulla dentro l’orecchio: niente cotton fioc, gocce o oli «della nonna», soprattutto se esce del liquido.

Se dall’orecchio esce liquido o pus, non tamponare in profondità e non lavare il condotto: pulisci solo la parte esterna e senti il pediatra. La fuoriuscita va sempre valutata.

Serve l’antibiotico?

Non sempre, ed è un bene. In Italia si usano troppi antibiotici, e questo favorisce le resistenze batteriche. Per questo, nei bambini sopra i 2 anni con forme lievi, le linee guida della Società Italiana di Pediatria prevedono spesso una «vigile attesa»: si gestisce il dolore e si aspettano 48-72 ore senza antibiotico, controllando se il quadro migliora da solo, come accade nella maggior parte dei casi.

È una scelta del pediatra, non un’iniziativa dei genitori. L’antibiotico serve, e va dato solo quando lo prescrive il medico, in situazioni come:

  • bambini piccoli (in genere sotto i 2 anni), in cui di solito si tratta subito;
  • dolore e febbre che non si controllano o che peggiorano dopo le prime 48-72 ore;
  • fuoriuscita di pus dall’orecchio o altri segni di complicazione.

In ogni caso, una regola vale sempre: niente antibiotico avanzato in casa usato di testa propria.

Quando chiamare il pediatra

Contatta il pediatra — o rivolgiti alla guardia medica o al pronto soccorso se la situazione è seria — quando:

  • il bambino ha meno di 6 mesi: va sempre valutato subito;
  • la febbre è alta e non passa, o ricompare dopo un miglioramento;
  • esce liquido o pus dall’orecchio;
  • il dolore è intenso e non si calma con quanto indicato dal pediatra;
  • il bambino peggiora, è molto abbattuto, o compaiono gonfiore e rossore dietro l’orecchio.

Questi segnali non significano per forza qualcosa di grave, ma meritano una valutazione senza rimandare.

Prevenire

Non tutte le otiti si possono evitare, ma qualcosa aiuta a ridurne la frequenza:

  • allattamento al seno nei primi mesi, quando possibile: offre una protezione in più;
  • niente fumo in casa e in auto: il fumo passivo aumenta il rischio di infezioni dell’orecchio;
  • gestire bene i raffreddori con i lavaggi nasali, dato che l’otite arriva spesso dopo un’infezione delle vie respiratorie;
  • tenere aggiornate le vaccinazioni consigliate dal pediatra, che riducono alcune infezioni collegate.

In breve

Il mal d’orecchio nei bambini è quasi sempre un’otite che segue un raffreddore, e spesso guarisce da sola. All’inizio conta gestire il dolore con quanto indica il pediatra, tenere il naso libero e osservare l’evoluzione: nei bambini più grandi si possono aspettare 48-72 ore prima dell’antibiotico, che decide sempre il medico. Chiama il pediatra se il bambino ha meno di 6 mesi, se la febbre non passa, se esce del pus o se il dolore non si calma.