Se il tuo bambino ha vomito e diarrea, nella grande maggioranza dei casi si tratta di una gastroenterite virale: fastidiosa ma benigna, che si risolve da sola in pochi giorni. Non serve un antibiotico e quasi mai un farmaco. La cosa che conta davvero è una sola: reintegrare i liquidi a piccoli sorsi e con frequenza, per evitare la disidratazione. Vediamo con calma cosa fare a casa, cosa evitare e — soprattutto — quali segnali non vanno mai ignorati.
Che cos’è e quanto dura
La gastroenterite è un’infiammazione di stomaco e intestino, quasi sempre causata da un virus: i più comuni nei bambini sono rotavirus, norovirus e adenovirus. È tipica dei mesi freddi — il rotavirus ha i suoi picchi tra novembre e marzo, mentre il norovirus circola tutto l’anno — ed è molto contagiosa.
I sintomi tipici sono diarrea, con o senza vomito, e mal di pancia; a volte si aggiungono un po’ di febbre e poca voglia di mangiare. La durata media è di pochi giorni, in genere tra i quattro e i sette, anche se qualche scarica molle può restare fino a un paio di settimane. Nella stragrande maggioranza dei casi l’esito è buono e la malattia si esaurisce da sé: il nostro compito, a casa, è accompagnarla bene.
La cosa che conta: l’idratazione
Il vero rischio della gastroenterite, soprattutto nei lattanti e nei bambini più piccoli, è la disidratazione: con il vomito e le scariche si perdono acqua e sali minerali, e i più piccoli hanno meno «riserve». Per questo il cuore della cura è la reidratazione orale.
Le soluzioni reidratanti orali che trovi in farmacia contengono il giusto equilibrio di acqua, sali e zuccheri e, meglio della sola acqua, reintegrano quello che si perde. Il segreto è come si danno: a piccoli sorsi, molto spesso e con pazienza — anche un cucchiaino ogni pochi minuti va benissimo. Piccole quantità ripetute si tollerano molto meglio di tanto liquido tutto insieme. Se il bambino vomita, aspetta una decina di minuti e riprendi ancora più piano. Se è allattato, continua ad allattare al seno o con la formula, in aggiunta alla soluzione.
Non dare di tua iniziativa farmaci per «bloccare» il vomito o la diarrea. Gli antidiarroici come la loperamide non vanno usati nei bambini e possono essere dannosi; anche i farmaci contro il vomito li valuta soltanto il pediatra. La diarrea è anche il modo in cui l’intestino si libera del virus.
Cosa dare e cosa evitare
Da dare: soluzione reidratante orale a piccoli sorsi; latte materno o formula come sempre; e, appena il bambino tollera il cibo, il ritorno a un’alimentazione normale con pasti semplici e leggeri. La vecchia «dieta in bianco» prolungata non serve: mangiare presto e regolarmente aiuta l’intestino a riprendersi.
Da evitare: le bevande molto zuccherate — succhi di frutta, bibite gassate, bevande sportive o energetiche. Contengono troppi zuccheri, che richiamano acqua nell’intestino e peggiorano la diarrea. Meglio anche lasciar perdere i cibi molto grassi o molto elaborati e confezionati (merendine, snack) finché non è passata. E non forzare mai il bambino a mangiare se non ha fame: in quei momenti la priorità sono i liquidi, non le calorie.
Quando chiamare il pediatra o andare in PS
La maggior parte delle gastroenteriti si gestisce a casa, ma alcuni segnali richiedono un contatto rapido con il pediatra — o il 112 / il Pronto Soccorso se la situazione è seria. Attenzione soprattutto ai segni di disidratazione:
- poche o nessuna pipì, con pannolini a lungo asciutti;
- bocca e labbra secche, pianto senza lacrime;
- occhi infossati (o fontanella affossata nel lattante);
- bambino insolitamente fiacco, sonnolento o molto irritabile;
- vomito così insistente da impedirgli di bere anche solo piccole quantità di liquido;
- sangue nelle feci;
- neonato di meno di 3 mesi;
- sintomi che non migliorano dopo un paio di giorni o che peggiorano.
Nel dubbio, meglio una telefonata in più: nei più piccoli la situazione può cambiare in fretta e valutare per tempo conta molto.
Come limitare il contagio
Questi virus sono molto contagiosi e si trasmettono facilmente in casa e al nido. Le misure che funzionano sono semplici: lavare bene le mani con acqua e sapone dopo ogni cambio e prima di preparare il cibo, usare asciugamani separati, pulire spesso le superfici, i giochi e il bagno, e non condividere posate e bicchieri. Meglio tenere il bambino a casa dal nido o dalla scuola finché ha vomito e diarrea. Contro il rotavirus, inoltre, esiste un vaccino offerto ai lattanti nei primi mesi di vita: se ti interessa come prevenzione, parlane con il pediatra.
In breve
Vomito e diarrea nei bambini sono quasi sempre una gastroenterite virale che passa da sola in pochi giorni. La cura non è un farmaco: è reidratare con una soluzione reidratante orale, a piccoli sorsi frequenti, continuando il latte e — appena tollerata — l’alimentazione normale. Evita le bevande molto zuccherate e non dare antidiarroici di tua iniziativa. Tieni d’occhio i segni di disidratazione e fai particolare attenzione ai bambini sotto i 3 mesi: se questi segni compaiono, o nel dubbio, chiama il pediatra.

