Dopo compleanni e feste i giochi si accumulano, e prima o poi arriva la domanda: dove li mettiamo tutti? Il riordino dei giochi è più semplice e più utile se fatto insieme ai bambini, non al posto loro. Serve un po’ più di tempo, ma il risultato dura di più e insegna qualcosa.

Perché coinvolgerli

Ci sono tre buone ragioni per non fare da soli.

  • Rispetto della loro proprietà. Quando un bambino riceve un gioco, quel gioco è suo, anche se non l’aveva chiesto. Decidere per lui cosa tenere e cosa eliminare equivale a farlo al posto di un adulto: non lo faresti con il tuo partner, vale lo stesso principio con i figli.
  • Responsabilizzazione. Partecipare alle decisioni li rende più consapevoli e insegna a prendersi la responsabilità delle proprie scelte. Se settimane dopo rimpiangono un gioco che avevano scelto di eliminare, puoi ricordare che la decisione era loro.
  • Hanno buona memoria. Sanno esattamente quali macchinine o bambole possiedono. Far sparire un gioco «tanto non se ne accorge» funziona di rado: è spesso la prima cosa che chiederanno il giorno dopo.

Illustrazione MammaExpress a tema decluttering e riordino

Il metodo, passo per passo

Tira fuori tutto

Svuota scaffali, armadi e cassetti e raduna tutti i giochi in un unico posto. Vedere l’insieme fa effetto, ai grandi come ai piccoli: rendersi conto della quantità accumulata rende più facile — e meno doloroso — lasciar andare ciò che non serve più.

Procedi per categoria

Affrontare una categoria alla volta — prima le bambole, poi i puzzle, poi i giochi di ruolo e così via — rende molto più semplice individuare i doppioni e prendere decisioni consapevoli.

Ascolta le loro opinioni

Fai domande che li aiutino a riflettere sui propri giochi. Alcune utili:

  • Ti piace ancora questo gioco?
  • Quand’è l’ultima volta che ci hai giocato?
  • Pensi che un altro bambino potrebbe divertirsi con questo?

Quando sentono che la loro opinione conta, i bambini collaborano più volentieri.

Due errori da evitare

  • Fare tutto in una volta. L’attenzione dei più piccoli cala dopo tre quarti d’ora. Meglio programmare più sessioni con pause o distribuire il lavoro su più giorni, anche a costo di tenere qualche scatola in giro per casa per un po’.
  • Attaccarsi agli oggetti. Se tuo figlio decide di liberarsi di un gioco costoso o comprato di recente, evita di lasciarti guidare dalla nostalgia o dal «mi è costato tanto». Il gioco è suo, e il riordino è anche un’occasione per insegnare il valore del lasciar andare.

Un piano concreto in due giorni

Un modo collaudato di organizzare il lavoro è dividerlo in due giornate.

Giorno 1 — il grosso. Svuota tutto ciò che contiene giochi e raduna il bottino in un unico spazio. Poi lavora per categorie — puzzle, giochi di ruolo, macchinine, costruzioni — valutando ogni pezzo insieme, con pause frequenti. Man mano, smista in tre gruppi:

  • Da tenere: riposto nelle scatole (già pulite) e suddiviso per categoria, con i giochi dei più piccoli sui ripiani più bassi e accessibili.
  • Da buttare: giochi rotti, incompleti o rovinati.
  • Da donare: giochi in buone condizioni, verso nonni e cugini, oppure scuole, asili, ludoteche e negozi dell’usato.

Giorno 2 — le categorie speciali. Lego e libri, se in casa sono tanti, meritano una sessione a parte: sono le categorie a cui i bambini tengono di più e per cui vale la pena valutare con calma, pezzo per pezzo, con lo stesso metodo del primo giorno.

Il riordino con i bambini può sembrare una sfida, ma è anche un’occasione per insegnare rispetto, condivisione e organizzazione — e spesso lascia una maggiore consapevolezza al momento di mettere in ordine.