Il calendario vaccinale è lo schema, definito a livello nazionale, che indica quali vaccinazioni offrire ai bambini e a quali età. Serve a proteggere ogni bambino da malattie infettive che possono essere gravi e, insieme, a mantenere alta la copertura nella popolazione. Le date precise le stabilisce e comunica il centro vaccinale della tua ASL, perché variano leggermente tra regioni: questo articolo spiega la logica generale, non sostituisce il calendario ufficiale.
A cosa serve
Vaccinare significa allenare le difese del bambino a riconoscere un virus o un batterio prima di incontrarlo davvero. Così, se l’infezione arriva, l’organismo è pronto e la malattia non si sviluppa o resta lieve. Molte delle malattie coperte dal calendario oggi si vedono di rado proprio perché si vaccina: una copertura alta protegge anche i bambini troppo piccoli per essere vaccinati e chi non può farlo per motivi di salute.
Obbligatorie e raccomandate
In Italia una parte delle vaccinazioni dell’infanzia è obbligatoria per legge ed è richiesta, ad esempio, per l’iscrizione ai servizi educativi. Altre sono fortemente raccomandate e offerte comunque gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale. La distinzione è amministrativa: dal punto di vista della protezione contano entrambe, e il calendario le propone insieme secondo le stesse tappe.
Tra le vaccinazioni offerte nell’infanzia rientrano quelle contro difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B e Haemophilus influenzae di tipo b, morbillo, parotite, rosolia e varicella, oltre a quelle contro pneumococco e meningococco. L’elenco completo e aggiornato è nel Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale.
Le tappe per età, in generale
Senza indicare date che potrebbero non corrispondere alla tua regione, lo schema segue in genere questo ordine:
- Nei primi mesi di vita si comincia con un ciclo di dosi ravvicinate. Molti antigeni sono riuniti in un unico vaccino combinato, l’esavalente, che con una sola puntura protegge da sei malattie (difterite, tetano, pertosse, polio, epatite B, Hib). In parallelo si offrono le vaccinazioni contro pneumococco e meningococco.
- Intorno all’anno di età si introducono le vaccinazioni contro morbillo, parotite, rosolia e varicella.
- Negli anni successivi e in età scolare sono previsti i richiami, che rinforzano una protezione che altrimenti tenderebbe a calare nel tempo.
Il numero esatto delle dosi e i mesi precisi li trovi nella convocazione della ASL e nel calendario ufficiale.
Se si salta una dose
Dimenticare o rimandare un appuntamento capita e, nella maggior parte dei casi, non si ricomincia da capo. Esistono schemi di recupero che permettono di riprendere da dove si era rimasti. La cosa da fare è contattare il centro vaccinale, che valuterà la situazione e programmerà le dosi mancanti. Meglio recuperare con un po’ di ritardo che rinunciare.
Miti da sfatare
- “Sono troppi vaccini insieme.” I vaccini combinati riducono le punture, non affaticano le difese: il sistema immunitario affronta ogni giorno stimoli molto più numerosi.
- “Meglio la malattia naturale.” Le malattie prevenibili con i vaccini possono avere complicazioni serie. Il vaccino dà protezione senza far correre quel rischio.
- “Se le malattie non ci sono più, non serve vaccinare.” Non ci sono più proprio grazie alle vaccinazioni: se le coperture calano, possono tornare, come è successo con il morbillo.
In breve
Il calendario vaccinale protegge il bambino e la comunità con dosi e richiami scaglionati per età, spesso raggruppati in vaccini combinati come l’esavalente. Obbligatorie e raccomandate contano entrambe. Se salti una dose, si recupera senza ricominciare. Per le date precise fai riferimento al centro vaccinale della tua ASL e al calendario del Ministero della Salute.

